L’età avanza, ma l’amore rimane… parte 2

Ed ecco la 2 parte del racconto, qui troverete la prima 1 parte


“Passarono dei giorni e finalmente sembravi stare meglio, il colpo alla testa era una leggera lesione, ma nulla di grave. Ti portai a casa dopo qualche giorno, non riuscivo a vederti in quella stanza così spoglia, bianca senza un minimo di colore, c’era una finestra che si affacciava su una strada e di fronte un palazzo, era così deprimente guardare li fuori, perfino le lenzuola davano quella sensazione angosciante, bianche con delle strisce che un tempo dovevano essere di un bel blu acceso, e invece quello sembrava un indaco sbiadito.
A casa sicuramente stavi meglio, ma iniziavi a soffrire di nuovo, non sapevo cosa fare e avevo paura che tentavi di nuovo qualche pazzia, così un giorno cercando su internet un rimedio contro la tua depressione, trovai il numero di un medico, uno specialista di psicologia. Ho cercato delle recensioni e sembrava che tutti ne parlassero bene, ho letto che era a pagamento, il prezzo non era ben definito e questo un po’ mi preoccupava, il mio stipendio non era molto alto e con tutto quello che era successo avevo anche trascurato parecchio il lavoro, ma non potevo preoccuparmi del costo, tu venivi prima di tutto, ed ero pronto a spendere anche milioni pur di vederti star meglio.
Prenotai un colloquio dicendo di avere una certa urgenza, la segretaria molto gentilmente mi chiese i motivi e dopo averle spiegato in breve la situazione mi prenotò un appuntamento dopo un paio di giorni.

Finalmente arrivò il giorno dell’appuntamento, quando entrai lo studio si presentava bene, era un ambiente caldo e accogliente. La segretaria era seduta su una cattedra di legno, forse d’acero, un computer di quelli moderni, dovrebbe essere un Sansung con il nuovo windows 8.
Mi risolsi subito alla segretaria e lei si ricordò immediatamente di me, forse gli ero parso disperato per telefono, mi disse che il professore era occupato con una visita e che mi potevo accomodare nella stanza d’attesa. La camera era piena di poltroncine e sedie colorate, al centro un tavolino di vetro con vari giornali, riviste e libri, alle pareti c’erano quadri molto colorati con colori accesi, ho subito pensato a te, a come ti sarebbero piaciuti perchè al solo sguardo trasmettevano allegria, infine c’era una porta che conduceva sul grande balcone, dove c’era la possibilità di fumarsi una sigaretta senza dar fastidio alle altre persone sedute dentro.
Attesi qualche minuto quando la segretaria mi si avvicina e mi dice che il professore è stato avvisato del mio arrivo e vorrebbe che nel attesa leggessi un libretto che lei mi stava porgendo in quel momento
.
All’interno c’era scritto:

Salve signor paziente,
questo libretto è stato scritto da me medesimo, sig. Eugenio Pasconi Professore con specializzazione in Psicologia Clinica e Psicoteraupeuta.
Il mio operato consiste :
-alla prevenzione primaria delle condizioni di disagio personale e relazionale,
-alla promozione del benessere psicologico e psicosociale,
all’indentificazione delle problematiche o patologie,
-al corretto inquadramento dei fattori psicologici, personologici, famigliari, relazionali, ambientali e contestuali che generano e mantengono il disturbo o la difficoltà psicologica,
-alla gestione clinica, tramite consulenze, colloqui e diverse tecniche di sostegno psicologico, delle principali tipologie di difficoltà personali, famigliari, gruppali e comunitarie,
-all’abilitazione/riabilitazione nelle problematiche emotive, relazionali, comportamentali o cognitive che fossero non integralmente risolvibili,
-al sostegno in situazioni di crisi emotiva, relazionale o decisionale del cliente.
Lo psicoterapeuta assiste il paziente nella rielaborazione dei conflitti interiori, permettendo una miglior gestione degli effetti provocati da questi. Durante le sedute cercherà di favorire l’elaborazione delle cause più profonde dei conflitti, per permettere al paziente di assumere maggiore consapevolezza e poter modificare i propri stili relazionali, o al fine di ottenere una parziale ristrutturazione del proprio Sé, in modo che sia il più funzionale possibile all’adattamento alla vita sociale e relazionale, e mitigando gli eventuali sintomi psicopatologici.
La Psicoterapia psicodinamica richiede un periodo medio-lungo per potersi sviluppare in maniera adeguata (da 2 a 3 anni, con incontri regolari una o due volte alla settimana, ma la frequenza resta comunque variabile anche nel corso della terapia).

Finito di leggere esco fuori per fumarmi una sigaretta, e penso se davvero ci vorrebbero così tanti anni per farti tornare quella che eri, se davvero devo aspettare per vedere il tuo splendido sorriso, la tua allegria, mi sentivo così solo in quel momento.
La segretaria entra nella stanza e mi comunica che il professore è libero e può accogliermi, mi accompagna fino alla porta e poi se ne va. Come entro il professore si alza e mi stringe una mano, è cordiale, non è il solito so tutto io, mi fa accomodare su una poltroncina di pelle, e cominciamo a parlare. Gli spiego per filo e per segno tutto quello che ci è accaduto, come le nostre vite da essere tranquille e felici sono diventate un tormento, ho raccontato di come eri tu un tempo, un angelo sceso in terra, e di come eri diventata nell’ultimo periodo, ho confessato con estrema angoscia quanto stavo male, e che non sapevo cosa fare per te. Il professore rimase in silenzio per un po’, il tempo anche per farmi calmare e poi parlò, mi disse che dovevo portarti da lui e solo parlandoti poteva capire fin dove era insidiato il tuo tormento.
Quando stavo per andarmene mi disse di stare attento a te, se vedevo dei cambiamenti anche solo minimi, ci salutammo con l’augurio che tutto andasse per il meglio.

Due settimane più tardi ebbi una telefonata sul cellulare, era il professore che mi comunicava che a giorni sarebbe passato da casa per il primo colloquio, aveva pensato di facilitare la comunicazione stando in un ambiente familiare per essere più tranquilli. Quando arrivai a casa ti avvisai che avremmo avuto ospiti a giorni, ma tu eri impassibile, non te ne importava, non facevi neanche più caso a me”.


5 risposte a "L’età avanza, ma l’amore rimane… parte 2"

  1. Ti ringrazio per essere passata da me e ti do il mio benvenuta tra gli amici del mio blog. Verrò anch’io da te a leggere con attenzione ciò che scrivi. Ho letto, intanto la tua presentazione e ciò che sto commentando. Ciao a presto.

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      1. Non sarò molto presente in internet per tutta l’estate perchè sono in alta montagna e sono collegato solamente col cellulare per un massimo di 20 GB. Buona giornata e, naturalmente, buonissima estate serena e felice anche a te. Ciao. Osv.

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